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Classe energetica E: quanto costa davvero in bolletta e come migliorarla

12 ago17 min. di lettura
Vanessa GuerrieroVanessa Guerriero

La classe energetica E è una di quelle classi che, senza attirare troppo l’attenzione, riguarda una parte molto grande del patrimonio immobiliare italiano. Non è la peggiore in assoluto. Tuttavia, è già abbastanza bassa da portare conseguenze concrete. Le bollette sono più alte. Ora esiste anche un obbligo di legge preciso da conoscere. Vediamo cosa significa, quanto consuma davvero e cosa prevede la normativa più recente per chi possiede o vuole comprare un immobile in questa classe.

Cosa vuol dire classe energetica E

La classe energetica E è nella parte medio-bassa della scala che va da G, la meno efficiente, ad A, la più efficiente. Si trova appena sotto la classe D e sopra le classi F e G. Un immobile in classe E ha già superato lo stadio più critico, cioè la totale mancanza di isolamento tipica della classe G. Tuttavia, presenta ancora problemi evidenti. Ci sono forti dispersioni termiche, gli impianti sono spesso vecchi e le bollette sono molto più alte rispetto alla media.

In una casa in classe E trovi tipicamente:

  • Infissi datati, spesso con vetro singolo o doppio vetro di vecchia generazione
  • Isolamento termico assente o molto parziale, con ponti termici diffusi
  • Impianto di riscaldamento non recente, non sempre a condensazione
  • Presenza occasionale di muffe o condensa nei punti più freddi dell’abitazione

Classe E: quanto consuma davvero

Un immobile in classe energetica E registra un indice di prestazione energetica compreso indicativamente tra 150 e 175 kWh/m² all’anno, calcolato tramite l‘EPgl,nren riportato sull’APE. Tradotto in termini economici, per un appartamento tipo di 90 mq situato in zona climatica intermedia (Zona D), la spesa stimata per il solo riscaldamento oscilla tra 1.100 e 1.280 euro all’anno. Considerando anche il raffrescamento estivo e la produzione di acqua calda sanitaria, la spesa complessiva annuale può raggiungere circa 1.500-1.800 euro, a seconda delle tariffe energetiche e delle abitudini di consumo.

Classe APE Indice di Consumo (kWh/m² anno) Spesa Stimata Annua (90 mq – Zona D)*
A4 ≤ 15 80 € – 150 €
A3 15 – 30 150 € – 280 €
A2 30 – 50 280 € – 400 €
A1 50 – 75 400 € – 580 €
B 75 – 100 580 € – 750 €
C 100 – 125 750 € – 920 €
D 125 – 150 920 € – 1.100 €
E 150 – 175 1.100 € – 1.280 €
F 175 – 210 1.280 € – 1.500 €
G > 210 oltre 1.500 €

*Stime indicative calcolate per un appartamento tipo di 90 m² situato in Zona Climatica D (es. Roma, Firenze) alimentato a metano. Le spese effettive variano in base alla zona climatica specifica, all’andamento del mercato energetico e alle abitudini quotidiane degli occupanti.

NB: per offrire un quadro rappresentativo della media nazionale, le stime di spesa sono calcolate su un appartamento tipo di 90 mq situato in Zona Climatica D (Italia Centrale e fascia tirrenica). Per gli immobili situati al Nord (Zona E) i consumi possono risultare superiori di circa il 15-20% a causa delle rigide temperature invernali.

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Perché tante case italiane sono in classe E (o peggio)

Oltre il 52% del patrimonio residenziale italiano, pari a circa 18,5 milioni di abitazioni, si trova nelle classi energetiche più basse, F o G. La classe E rappresenta spesso il primo passo di miglioramento per questo grande parco immobiliare. Il motivo principale è l’età media degli edifici. Gran parte del patrimonio abitativo italiano è stato costruito prima che esistessero regole sul risparmio energetico. Inoltre, non ha mai subito interventi di riqualificazione importanti.

Cosa prevede davvero la normativa per la classe E

Spesso si sente dire che la Direttiva europea Case Green (EPBD) obblighi ogni proprietario a portare il proprio immobile almeno in classe E entro il 2030. In realtà, questa richiesta era presente solo nella proposta iniziale del 2021. Nel testo finale approvato non è più prevista. La versione definitiva della direttiva stabilisce obiettivi nazionali aggregati, cioè una riduzione dei consumi medi di energia primaria di almeno il 16% entro il 2030. Non c’è quindi un obbligo di classe per ogni singola abitazione. Al momento, inoltre, l’Italia non ha ancora completato il recepimento formale della direttiva.

C’è però un elemento concreto, già previsto dai nuovi requisiti in vigore in Italia dal 2026. Questo riguarda direttamente chi possiede un immobile in classe E. Per gli attestati in classe inferiore alla C è previsto l’obbligo di contattare uno sportello di consulenza energetica entro 5 anni dal rilascio dell’APE o alla sua scadenza, a seconda di quale scadenza arriva prima. Non si tratta ancora di un obbligo di ristrutturazione. È un passaggio informativo che, con ogni probabilità, precede regole più severe nei prossimi anni.

“Non c’è, al momento, una scadenza stabilita che imponga per legge a ogni proprietario di abbandonare la classe E. Però il mercato si sta già muovendo in quella direzione. Gli acquirenti sono più informati, le banche guardano con più attenzione alla classe energetica e le regole stanno cambiando. Quasi mai queste novità aiutano chi non si adegua.”

Come uscire dalla classe E

Per migliorare la classe energetica di un immobile e ridurre i consumi in bolletta è necessario intervenire in modo strategico. Passare a una classe superiore non richiede solo singoli ritocchi, ma una pianificazione mirata sui punti di maggiore dispersione e sull’efficienza degli impianti. Di seguito vediamo le principali soluzioni tecniche per effettuare questo salto di qualità:

Interventi sull’involucro

Il primo passo, spesso quello che offre il miglior rapporto tra costi e benefici, è lavorare sull’involucro dell’edificio. Ciò include la sostituzione degli infissi con modelli a taglio termico, l’isolamento delle pareti esterne con il cappotto termico e la coibentazione del sottotetto o del tetto, dove di solito si verifica la maggiore dispersione.

Sostituzione dell’impianto di riscaldamento

Passare da una caldaia tradizionale a una caldaia a condensazione, o meglio ancora a una pompa di calore, porta a un grande miglioramento dell’efficienza. Questo vale soprattutto se si aggiunge anche un buon isolamento. Un impianto efficiente su una casa che disperde calore serve a poco.

Fonti rinnovabili

Installare un impianto fotovoltaico, anche con accumulo, incide direttamente sulla parte non rinnovabile dell’indice di prestazione energetica. Questo aiuta a passare a una classe superiore.

Molti di questi interventi possono essere inclusi nell’Ecobonus e nelle altre agevolazioni per la ristrutturazione oggi disponibili. Questi strumenti aiutano a rendere l’investimento più sostenibile nel tempo.

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Conviene comprare o tenere una casa in classe E?

Non bisogna escludere questa classe senza pensarci. Un immobile in classe E, soprattutto se si trova in una buona posizione, può offrire un margine interessante per trattare sul prezzo. Questo perché ha molto spazio per migliorare e quindi aumentare il suo valore. Bisogna arrivare all’acquisto sapendo quanto costano davvero le bollette. È meglio avere già un piano per fare lavori nei primi anni di proprietà, magari usando le agevolazioni fiscali che ci sono in quel periodo.

Se hai già una casa in classe E e non vuoi ristrutturare presto, puoi seguire come cambia la legge. In particolare, guarda l’obbligo dello sportello di consulenza energetica. Così non ti farai trovare impreparato quando dovrai vendere o chiedere un nuovo APE.

Conclusioni

La classe energetica E comprende una grande parte delle case in Italia, e non comporta ancora obblighi di legge rigidi come molti pensano. Tuttavia, questa classe incide davvero sui costi delle bollette. Con i cambiamenti delle leggi europee e nazionali, sarà sempre meno conveniente mantenerla a lungo. Sapere i dati concreti, e non solo la lettera scritta sull’APE, resta il modo migliore per scegliere se e quando fare dei lavori.

Take aways

  • Consumi e costi: Un immobile in classe energetica E consuma tra 150 e 175 kWh/m² all’anno. Per un appartamento di 90 mq in zona climatica D, la spesa annua stimata per il riscaldamento va da 1.100 a 1.280 euro.
  • Diffusione sul territorio: Più del 52% del patrimonio immobiliare italiano si trova nelle classi energetiche più basse (F o G), rendendo la classe E un primo traguardo di riqualificazione per moltissime abitazioni.
  • Nessun obbligo diretto al 2030: La versione finale della Direttiva europea Case Green fissa obiettivi di riduzione energetica complessiva a livello nazionale, senza imporre sanzioni o obblighi di ristrutturazione individuale al 2030 per ogni abitazione in classe E.
  • Obbligo di consulenza dal 2026: Per gli APE con classe inferiore alla C scatta l’obbligo informativo di contattare uno sportello di consulenza energetica entro 5 anni dal rilascio o alla scadenza del documento.
  • Interventi chiave: Salire di classe richiede un piano coordinato: isolamento dell’involucro (infissi e cappotto), installazione di pompe di calore e integrazione di impianti fotovoltaici.

FAQ

  1. Cosa significa che una casa è in classe energetica E?
    Indica un’efficienza energetica medio-bassa. L’immobile ha superato la totale assenza di isolamento tipica della classe G, ma presenta ancora dispersioni termiche rilevanti, impianti datati e costi di gestione sopra la media.
  2. Quanta energia consuma una casa in classe E?
    Il consumo medio è compreso tra 150 e 175 kWh/m² all’anno. Su un appartamento di 90 mq situato in zona climatica D, questo corrisponde a una spesa stimata per il riscaldamento tra 1.100 e 1.280 euro annui.
  3. È vero che le case in classe E dovranno adeguarsi obbligatoriamente entro il 2030?
    No. L’obbligo per singola abitazione era previsto solo nella bozza iniziale della Direttiva Case Green del 2021. Il testo approvato fissa target medi nazionali senza imporre obblighi diretti ai singoli proprietari entro quella data.
  4. Esiste un obbligo di legge per chi possiede un immobile in classe E?
    Sì, con le regole entrate in vigore dal 2026, per gli APE in classe inferiore alla C sussiste l’obbligo di contattare uno sportello di consulenza energetica entro 5 anni dal rilascio dell’attestato o alla sua scadenza.
  5. Come si può aumentare la classe energetica di una casa in classe E?
    Gli interventi più efficaci prevedono l’isolamento termico (cappotto e sostituzione infissi), l’installazione di sistemi di riscaldamento a pompa di calore e l’integrazione di pannelli fotovoltaici.

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