Bonus mobili 2027: requisiti, limite di 5.000 euro ed esempi
Il bonus mobili 2027 è una proposta: la legge di Bilancio 2027 prevede di prorogarlo con la detrazione del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, per chi arreda una casa oggetto di lavori di ristrutturazione iniziati dal 1° gennaio 2026. Il testo è all’esame della Camera e non è ancora legge: oggi il bonus vale per gli acquisti pagati entro il 31 dicembre 2026. Aggiornato al 7 novembre 2026.
In questa guida trovi i requisiti, quali lavori danno diritto al bonus e quali no, cosa puoi comprare, come si calcola il limite di 5.000 euro con esempi pratici, come pagare e quali documenti conservare. C’è anche un punto da seguire con attenzione: nella proposta per il 2027 si parla solo di “mobili” e non più di grandi elettrodomestici. Per il quadro completo degli incentivi sulla casa leggi la nostra panoramica sui bonus casa 2027.
Bonus mobili 2027 in sintesi
| Acquisti 2026 (regole in vigore) | Acquisti 2027 (proposta di legge di Bilancio) | |
|---|---|---|
| Detrazione | 50%, in 10 rate annuali | 50%, in 10 rate annuali |
| Spesa massima | 5.000 euro per unità immobiliare | 5.000 euro per unità immobiliare |
| Lavori collegati | Iniziati dal 1° gennaio 2025 | Iniziati dal 1° gennaio 2026 |
| Beni agevolati | Mobili nuovi e grandi elettrodomestici nuovi con classe energetica minima | Il testo cita solo i “mobili”: elettrodomestici da chiarire |
| Pagamento | Bonifico, carta di credito o di debito | Stesse regole, salvo modifiche |
| Stato | In vigore | Proposta non ancora approvata |
Fonte: guida dell’Agenzia delle Entrate “Bonus mobili ed elettrodomestici” (gennaio 2026) e articolo 4 del disegno di legge di Bilancio 2027 (A.C. 3174, ora A.C. 3174-bis). Se la proroga non venisse approvata, per gli acquisti del 2027 il bonus mobili non ci sarebbe.
A che punto è la proroga al 2027
Il disegno di legge di Bilancio 2027-2029 è stato presentato alla Camera il 30 ottobre 2026 (A.C. 3174). Dopo lo stralcio di alcune norme comunicato il 4 novembre 2026, il testo principale ha preso il numero A.C. 3174-bis ed è all’esame della Commissione Bilancio. Il bonus mobili è nell’articolo 4: nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026, che si applica dal 2027) diventerebbe il comma 2 dell’articolo 360-quater, insieme al bonus ristrutturazione.
Secondo il testo presentato, per le spese sostenute nel 2027:
- la detrazione è del 50%, da dividere in 10 quote annuali;
- si calcola su un massimo di 5.000 euro;
- spetta a chi usufruisce della detrazione per i lavori di recupero edilizio (il bonus ristrutturazione);
- i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente all’acquisto, cioè dal 1° gennaio 2026;
- se hai già comprato mobili nel 2026 per lo stesso intervento e li hai detratti, il limite di 5.000 euro si riduce di quella spesa.
Il nodo degli elettrodomestici
La norma oggi in vigore agevola “mobili e grandi elettrodomestici”. Il nuovo testo per il 2027, invece, parla solo di “acquisto di mobili finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione”. I documenti che accompagnano il disegno di legge non sono allineati: la relazione illustrativa e quella tecnica parlano di mobili, e la relazione tecnica stima la spesa agevolata in 900 milioni di euro contro circa 1 miliardo del 2024, ricordando che allora “nel tetto erano ricomprese le spese per l’acquisto di elettrodomestici”; il prospetto degli effetti finanziari, invece, descrive ancora la misura come detrazione per “mobili e grandi elettrodomestici”.
In pratica: se devi comprare frigorifero, lavatrice o forno, oggi l’unica certezza è acquistarli entro il 31 dicembre 2026, con le regole in vigore. Per il 2027 bisognerà attendere il testo definitivo o un chiarimento dell’Agenzia delle Entrate. Aggiorneremo questa guida appena ci saranno novità.
Bonus mobili 2026: le regole in vigore fino al 31 dicembre
La legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, comma 22) ha prorogato il bonus agli acquisti del 2026. Le condizioni sono:
- detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, in 10 rate annuali;
- acquisto di mobili nuovi e di grandi elettrodomestici nuovi di classe non inferiore ad A per i forni, E per lavatrici, lavasciuga e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori;
- lavori di recupero edilizio iniziati dal 1° gennaio 2025;
- pagamento con bonifico o carta di credito o di debito entro il 31 dicembre 2026.
Conta la data del pagamento: con la carta è il giorno in cui la usi (quello indicato nella ricevuta), non quello dell’addebito sul conto. Un divano pagato con carta il 30 dicembre 2026 è quindi una spesa del 2026.
Requisiti: serve sempre una ristrutturazione
Il bonus mobili non esiste da solo: spetta solo a chi usufruisce della detrazione per un intervento di recupero edilizio sulla stessa casa (o sulle parti comuni dell’edificio). La regola è stretta anche sulla persona: se i lavori li ha pagati e detratti un coniuge e i mobili li compra l’altro, secondo l’Agenzia delle Entrate il bonus non spetta a nessuno dei due.
Altre condizioni da verificare:
- la data di inizio lavori deve essere precedente a quella dell’acquisto dei mobili, mentre non importa se paghi prima i mobili o i lavori;
- la data di inizio si dimostra con il titolo edilizio (per esempio la CILA), con la comunicazione all’ASL se obbligatoria o, per i lavori senza titolo, con una dichiarazione sostitutiva;
- i mobili possono arredare anche una stanza diversa da quella ristrutturata, e il bonus spetta anche se i lavori riguardano una pertinenza (per esempio la cantina) e i mobili vanno nell’abitazione;
- per i lavori condominiali (portineria, lavatoio) ogni condomino ha il bonus solo per gli arredi di quelle parti comuni, non per la propria casa;
- non conta se la casa è prima o seconda: la percentuale del bonus mobili è sempre il 50%, anche per gli inquilini che detraggono le spese di ristrutturazione.
Quali lavori danno diritto al bonus mobili
| Lavoro | Bonus mobili? |
|---|---|
| Manutenzione straordinaria nell’appartamento (rifacimento del bagno, spostamento di tramezzi, infissi con materiale o tipologia diversi, stufa a pellet) | Sì |
| Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia (nuove aperture, mansarda, veranda) | Sì |
| Manutenzione ordinaria e straordinaria sulle parti comuni del condominio | Sì, solo per arredare le parti comuni |
| Ricostruzione dopo calamità con stato di emergenza dichiarato | Sì |
| Acquisto di casa in un edificio interamente ristrutturato da un’impresa | Sì (vale la data di acquisto o assegnazione) |
| Manutenzione ordinaria nell’appartamento (tinteggiatura, sostituzione di pavimenti o di infissi esterni, intonaci interni) | No |
| Lavori detratti con l’ecobonus | No |
| Box o posto auto pertinenziale | No |
| Sostituzione della caldaia con una caldaia unica a gas o gasolio (dal 2025) | No |
Se il tuo intervento è al limite tra ordinario e straordinario, leggi la nostra guida alla manutenzione straordinaria: è lì che si decide se hai diritto anche al bonus mobili. Per le regole della detrazione principale trovi tutto nella guida al bonus ristrutturazione.
Cosa puoi comprare con il bonus mobili
| Sì | No |
|---|---|
| Letti, materassi, armadi, cassettiere, comodini | Porte interne |
| Divani, poltrone, sedie, tavoli, scrivanie | Pavimenti (anche il parquet) |
| Librerie e credenze | Tende e tendaggi |
| Apparecchi di illuminazione | Altri complementi d’arredo |
| Trasporto e montaggio dei beni agevolati | Mobili ed elettrodomestici usati (il bonus vale solo per beni nuovi) |
Per gli acquisti del 2026 rientrano anche i grandi elettrodomestici nuovi: frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici e lavasciuga, lavastoviglie, piani cottura, forni e forni a microonde, stufe e radiatori elettrici, ventilatori e condizionatori. Devono avere almeno la classe A (forni), E (lavatrici, lavasciuga, lavastoviglie) o F (frigoriferi e congelatori); quelli per cui l’etichetta energetica non è obbligatoria sono comunque ammessi. Puoi comprare anche all’estero, se hai fattura e paghi con le modalità previste.
Se stai pianificando l’arredamento, la nostra guida su quanto costa arredare casa ti aiuta a capire quanto pesa davvero il limite di 5.000 euro sul budget.
Il limite di 5.000 euro: come si calcola, con esempi
La detrazione del 50% si calcola su un massimo di 5.000 euro, indipendentemente da quanto spendi per i lavori. Il limite riguarda la singola unità immobiliare (pertinenze comprese) e va diviso tra chi ha diritto alla detrazione. Se ristrutturi due case diverse, hai due limiti. Se unisci o dividi appartamenti, contano le unità censite in catasto all’inizio dei lavori, non quelle che risultano alla fine.
Esempio 1: soggiorno e camera da letto da 7.000 euro
Lavori iniziati a marzo 2026, mobili pagati con carta a novembre 2026. La spesa agevolabile è 5.000 euro: detrai 2.500 euro, cioè 250 euro l’anno per 10 anni. I 2.000 euro in più non danno diritto al bonus.
Esempio 2: acquisti divisi tra 2026 e 2027
Stessi lavori iniziati a marzo 2026. Compri mobili per 3.000 euro nel 2026 e li detrai (1.500 euro). Se la proroga viene approvata così com’è, per gli acquisti del 2027 legati allo stesso intervento il limite è 5.000 − 3.000 = 2.000 euro: puoi detrarre al massimo altri 1.000 euro. Se nel 2026 hai già speso 5.000 euro o più, nel 2027 non avresti altro bonus per quell’intervento.
Esempio 3: lavori iniziati nel 2025, mobili comprati nel 2027
Secondo la proposta, per gli acquisti del 2027 i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2026. Se il tuo cantiere è partito a settembre 2025, il bonus mobili lo puoi avere solo comprando entro il 31 dicembre 2026. Per lo stesso motivo, chi inizia i lavori adesso, a novembre o dicembre 2026, potrebbe comprare i mobili nel 2027, ma solo se la proroga verrà approvata.
Cosa succede se vendi casa
Le rate del bonus mobili non utilizzate non passano all’acquirente né agli eredi: continui a detrarle tu anche se vendi la casa prima dei 10 anni, anche quando trasferisci all’acquirente le rate residue del bonus ristrutturazione.
Come pagare per non perdere il bonus
- Ammessi: bonifico bancario o postale, carta di credito, carta di debito (bancomat);
- non ammessi: contanti, assegni e altri mezzi di pagamento;
- per i mobili non serve il bonifico “parlante” delle ristrutturazioni: va bene un bonifico ordinario, che non subisce la ritenuta;
- puoi comprare a rate con un finanziamento, se la finanziaria paga il negozio con bonifico o carta e conservi la ricevuta: l’anno della spesa è quello in cui paga la finanziaria;
- trasporto e montaggio vanno pagati con gli stessi strumenti.
Documenti da conservare e comunicazione ENEA
- ricevuta del bonifico o della transazione con carta e documentazione di addebito sul conto;
- fatture con natura, qualità e quantità dei beni (lo scontrino con il codice fiscale dell’acquirente vale come fattura);
- per gli elettrodomestici, la documentazione della classe energetica o, se l’etichetta non è obbligatoria, una dichiarazione che lo attesti;
- i documenti dei lavori: titolo edilizio o dichiarazione sostitutiva con la data di inizio, fatture e bonifici della ristrutturazione.
Gli acquisti di forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga e lavatrici vanno comunicati all’ENEA tramite il portale del “Bonus casa”. Secondo l’Agenzia delle Entrate (risoluzione 46/E del 2019) la mancata o tardiva comunicazione non fa perdere la detrazione. La spesa si indica poi nella dichiarazione dei redditi (730 o Redditi persone fisiche) dell’anno in cui hai pagato.
Bonus mobili e bonus elettrodomestici: non sono la stessa cosa
Il bonus mobili è una detrazione Irpef legata alla ristrutturazione. Il cosiddetto bonus elettrodomestici è invece un contributo per comprare elettrodomestici ad alta efficienza energetica, previsto dalla legge di Bilancio 2025 (legge 207/2024, articolo 1, commi 107-109), con regole proprie e un fondo a disponibilità limitata. Lo stesso articolo 4 della manovra 2027 propone di rifinanziarlo con 50 milioni di euro per il 2027; criteri, importi e modalità sarebbero fissati da un decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.
Redditi oltre 75.000 euro: attenzione al tetto delle detrazioni
Dal 2025 chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro ha un limite all’insieme delle spese detraibili, nel quale entrano anche le rate dei bonus edilizi e del bonus mobili (sono escluse, tra le altre, le spese sanitarie). Il tetto è 14.000 euro di spese tra 75.000 e 100.000 euro di reddito e 8.000 euro oltre i 100.000, moltiplicati per 0,50 senza figli a carico, 0,70 con un figlio, 0,85 con due e 1 con più di due figli o un figlio con disabilità. Per 5.000 euro di mobili conta la rata annua di spesa, cioè 500 euro.
Cosa conviene fare adesso
- Lavori iniziati nel 2025: compra e paga mobili ed elettrodomestici entro il 31 dicembre 2026. Nel 2027, con la proposta attuale, non avresti più diritto al bonus per quel cantiere.
- Ti servono elettrodomestici: anticipa l’acquisto al 2026, finché non è chiaro se nel 2027 saranno ancora agevolati.
- Lavori iniziati nel 2026: puoi dividere gli acquisti tra 2026 e 2027, ma ricorda che il limite di 5.000 euro si riduce di quanto hai già detratto e che il 2027 dipende dall’approvazione della legge.
- Stai comprando casa da ristrutturare: avviare i lavori prima di arredare è la condizione per avere il bonus. Se cerchi un immobile, guarda gli immobili in vendita su Gromia.
Conclusioni
Fino al 31 dicembre 2026 il bonus mobili funziona come negli ultimi anni: 50% su 5.000 euro, per mobili e grandi elettrodomestici, se hai iniziato i lavori dal 2025. Per il 2027 il Governo propone di confermarlo, collegandolo ai lavori iniziati dal 2026, ma il testo è ancora in discussione e non cita più gli elettrodomestici. La regola pratica è semplice: se hai già i requisiti, compra entro fine anno ciò che ti serve; per gli acquisti del 2027 aspetta il testo definitivo della legge di Bilancio, che seguiremo e riporteremo qui. Per orientarti tra tutti gli incentivi dell’anno leggi la guida a ristrutturare casa nel 2026.
Fonti
- Agenzia delle Entrate, Bonus mobili ed elettrodomestici (gennaio 2026)
- Agenzia delle Entrate, scheda Bonus mobili ed elettrodomestici
- Disegno di legge di Bilancio 2027, A.C. 3174, Tomo II, articolo 4
- A.C. 3174, Tomo I: relazioni e prospetto riepilogativo degli effetti finanziari
- Camera dei deputati, scheda dell’A.C. 3174-bis
Domande frequenti
Per ora è solo una proposta. Il disegno di legge di Bilancio 2027, all’esame della Camera (A.C. 3174-bis), prevede la proroga del bonus al 50% su 5.000 euro per gli acquisti del 2027. Se non venisse approvata, il bonus mobili varrebbe solo per gli acquisti pagati entro il 31 dicembre 2026.
No. Il bonus spetta solo a chi detrae le spese di un intervento di recupero edilizio sulla stessa abitazione (manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione) o sulle parti comuni dell’edificio. La manutenzione ordinaria nel singolo appartamento, come tinteggiare o cambiare i pavimenti, non basta.
Non è chiaro. Il testo del disegno di legge per il 2027 parla solo di acquisto di mobili, mentre la norma in vigore nel 2026 comprende anche i grandi elettrodomestici. Fino al testo definitivo, l’unica certezza è acquistarli entro il 31 dicembre 2026.
Secondo la proposta, dal 1° gennaio 2026: la regola è che i lavori siano iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto. Per gli acquisti del 2026 i lavori devono essere iniziati dal 1° gennaio 2025.
È per unità immobiliare, pertinenze comprese, e va diviso tra chi ha diritto alla detrazione. Chi ristruttura più case ha un limite per ciascuna. Se per lo stesso intervento hai già detratto mobili nell’anno precedente, il limite si riduce di quella spesa.
In contanti no: servono bonifico, carta di credito o carta di debito. A rate sì, se la finanziaria paga il venditore con bonifico o carta e conservi la ricevuta; la spesa conta nell’anno in cui paga la finanziaria.