Bonus casa 2027: la manovra propone 50% e 36%
Per il 2027 il disegno di legge di Bilancio presentato il 30 ottobre 2026 propone di confermare le detrazioni di quest’anno: 50% per i lavori sull’abitazione principale e 36% per gli altri immobili, con tetto di 96.000 euro, più il bonus mobili al 50% su 5.000 euro. È una proposta: oggi la legge in vigore prevede per il 2027 il 36% sulla prima casa e il 30% sugli altri immobili, e il bonus mobili non c’è. Aggiornato al 7 novembre 2026.
Quando abbiamo scritto la prima versione di questo articolo, a settembre, il taglio del 2027 sembrava certo. Il testo della manovra ha cambiato il quadro. Qui trovi la tabella con le tre situazioni (2026, 2027 con le regole attuali, 2027 se la manovra passa così com’è), chi ha diritto alla percentuale più alta, alcuni esempi in euro e cosa conviene fare con i lavori e i pagamenti di fine anno.
Bonus casa 2027: cosa propone la manovra in breve
L’articolo 4 del disegno di legge di Bilancio 2027 (A.C. 3174, presentato alla Camera il 30 ottobre 2026) riscrive le tre detrazioni principali per la casa per le spese sostenute nel 2027:
- bonus ristrutturazioni: 50% sull’abitazione principale, 36% sugli altri immobili, fino a 96.000 euro di spesa per unità immobiliare;
- ecobonus: stesse percentuali, con un unico tetto di 96.000 euro di spesa per unità immobiliare (40.000 euro moltiplicato per il numero di unità per i lavori sulle parti comuni dei condomìni) al posto dei vecchi limiti diversi per ogni intervento;
- sismabonus: 50% o 36%, fino a 96.000 euro per unità immobiliare, negli edifici delle zone sismiche 1, 2 e 3;
- bonus mobili: 50% su una spesa massima di 5.000 euro, per arredare un immobile ristrutturato;
- elettrodomestici: 50 milioni di euro in più per il 2027 al fondo che finanzia il contributo per comprare grandi elettrodomestici ad alta efficienza.
Non c’è invece nessun ritorno del bonus barriere architettoniche al 75%, scaduto il 31 dicembre 2025, e nel testo non c’è l’ecobonus al 65% di cui si era parlato a settembre e ottobre. Tutte le detrazioni restano ripartite in dieci quote annuali di pari importo.
Attenzione: sono misure proposte. Diventano legge solo quando il Parlamento approva la legge di Bilancio, e il testo può cambiare durante l’esame. Se la manovra non le confermasse, dal 1° gennaio 2027 varrebbero le percentuali più basse già scritte nella legge.
La tabella: 2026, 2027 con le regole attuali e 2027 con la manovra
Le percentuali si applicano alle spese pagate nell’anno indicato (criterio di cassa). “Abitazione principale” significa lavori fatti dal proprietario o dal titolare di un diritto reale sulla casa in cui abita.
| Detrazione | Spese pagate nel 2026 | 2027 a legislazione vigente | 2027 se la manovra viene approvata così com’è |
|---|---|---|---|
| Bonus ristrutturazioni | 50% abitazione principale, 36% altri immobili; tetto 96.000 € per unità | 36% abitazione principale, 30% altri immobili; tetto 96.000 € | 50% abitazione principale, 36% altri immobili; tetto 96.000 € |
| Ecobonus | 50% abitazione principale, 36% altri immobili; limiti diversi per tipo di intervento | 36% abitazione principale, 30% altri immobili | 50% abitazione principale, 36% altri immobili; tetto unico 96.000 € per unità (40.000 € per unità sulle parti comuni condominiali) |
| Sismabonus | 50% abitazione principale, 36% altri immobili; tetto 96.000 € per unità | 36% abitazione principale, 30% altri immobili | 50% abitazione principale, 36% altri immobili; tetto 96.000 € per unità (zone sismiche 1, 2 e 3) |
| Bonus mobili ed elettrodomestici | 50% su 5.000 € (lavori iniziati dal 1° gennaio 2025) | Non previsto | 50% su 5.000 € (lavori iniziati dal 1° gennaio 2026) |
| Barriere architettoniche | Il 75% è scaduto il 31/12/2025; i lavori rientrano nel bonus ristrutturazioni (50% o 36%) | Bonus ristrutturazioni: 36% o 30% | Nessun 75%; bonus ristrutturazioni: 50% o 36% |
Fonti: guida dell’Agenzia delle Entrate “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” (febbraio 2026), schede dell’Agenzia su risparmio energetico e bonus mobili, articoli 371, 372 e 373 del nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 117/2026) e articolo 4 del disegno di legge A.C. 3174.
Cosa succede dopo il 2027
La manovra proposta interviene solo sul 2027. Per gli anni successivi restano le regole attuali descritte dall’Agenzia delle Entrate per il bonus ristrutturazioni: dal 2028 al 2033 detrazione del 30% su un massimo di 48.000 euro per tutte le abitazioni, e dal 2034 36% sempre su 48.000 euro. Per chi programma lavori importanti, quindi, il 2026 e (se la manovra passa) il 2027 restano gli anni con le condizioni migliori.
Chi ha diritto al 50% e chi al 36%
La percentuale più alta non dipende dal reddito ma da due condizioni, che il testo della manovra riprende identiche a quelle in vigore nel 2026. Secondo la guida dell’Agenzia delle Entrate servono entrambe:
- chi paga deve essere proprietario (anche nudo proprietario) o titolare di un diritto reale di godimento sull’immobile (usufrutto, uso, abitazione) al momento dell’inizio dei lavori;
- l’immobile deve essere la sua abitazione principale, cioè la casa dove lui o i suoi familiari dimorano abitualmente. Se all’inizio dei lavori non lo è ancora, basta che lo diventi al termine dei lavori (circolare 8/E del 19 giugno 2025).
Rientrano nella percentuale più alta anche i lavori sulle pertinenze dell’abitazione principale (box, cantina) e la quota di spese condominiali del condomino che vive nell’appartamento. Per capire cosa conta come abitazione principale e come pertinenza puoi leggere la nostra guida su abitazione principale e pertinenze.
Hanno diritto solo alla percentuale più bassa (36% nel 2026 e nella proposta per il 2027) l’inquilino, il comodatario e il familiare convivente che pagano i lavori, e chiunque ristrutturi una seconda casa, una casa in affitto o un immobile sfitto.
Un limite da ricordare: dal 2025 chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro ha un tetto complessivo alle detrazioni Irpef (articolo 16-ter del TUIR), che può ridurre il vantaggio effettivo.
Esempi: quanto si recupera nei tre scenari
Gli esempi sono indicativi: la detrazione si scala dall’Irpef, quindi presuppongono un’imposta sufficiente ad assorbire ogni rata annuale.
| Caso | Pagato nel 2026 | Pagato nel 2027, regole attuali | Pagato nel 2027, manovra approvata |
|---|---|---|---|
| Ristrutturazione della prima casa, 50.000 € | 25.000 € (2.500 € l’anno per 10 anni) | 18.000 € (1.800 € l’anno) | 25.000 € (2.500 € l’anno) |
| Ristrutturazione di una seconda casa, 30.000 € | 10.800 € (1.080 € l’anno) | 9.000 € (900 € l’anno) | 10.800 € (1.080 € l’anno) |
| Nuovi infissi nella prima casa (ecobonus), 20.000 € | 10.000 € (1.000 € l’anno) | 7.200 € (720 € l’anno) | 10.000 € (1.000 € l’anno) |
| Mobili per la casa ristrutturata, 5.000 € | 2.500 € (250 € l’anno) | 0 € | 2.500 € (250 € l’anno) |
Un cantiere a cavallo d’anno
Immagina di ristrutturare la tua abitazione principale con una spesa totale di 80.000 euro: paghi 50.000 euro di acconti con bonifico entro dicembre 2026 e il saldo di 30.000 euro a gennaio 2027.
- Gli acconti del 2026 valgono il 50%: 25.000 euro di detrazione, comunque vada la manovra.
- Il saldo del 2027 vale il 36% con le regole attuali (10.800 euro) oppure il 50% se la manovra viene approvata così com’è (15.000 euro).
- In totale: 35.800 euro senza manovra, 40.000 euro con la manovra. La differenza, 4.200 euro, dipende solo dalla data del saldo.
Il tetto di 96.000 euro vale per unità immobiliare e, se nel 2027 prosegui lavori iniziati negli anni precedenti, conta anche quanto hai già speso e detratto per lo stesso intervento: in questo esempio sei sotto il limite.
Cosa conviene fare adesso
Fino a quando la legge di Bilancio non sarà approvata, la scelta più prudente è ragionare sulle regole certe. Queste sono indicazioni generali: per decidere sul tuo caso, soprattutto se il cantiere è grande o hai un reddito sopra i 75.000 euro, parlane con il tuo commercialista o CAF.
- Conta la data del pagamento, non quella dei lavori. Per le persone fisiche vale il criterio di cassa: la spesa pagata con bonifico si considera sostenuta il giorno in cui dai l’ordine alla banca, non quello dell’addebito. Un acconto ordinato il 31 dicembre 2026 vale come spesa del 2026.
- Se hai già lavori avviati sulla prima casa, gli stati di avanzamento pagati entro il 31 dicembre 2026 hanno il 50% garantito. Anticipare un pagamento ha senso solo se corrisponde a lavori o forniture reali e documentate dalla fattura dell’impresa.
- Usa sempre il bonifico “parlante” per ristrutturazioni ed ecobonus: deve riportare la causale con il riferimento alla norma, il codice fiscale di chi detrae e la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa. Un bonifico ordinario fa perdere la detrazione. Per il bonus mobili vanno bene anche carta di credito o di debito, mai contanti o assegni.
- Se devi ancora iniziare, puoi pianificare con calma: con le regole attuali il 2027 vale 14 punti in meno sulla prima casa, ma se la manovra passa le condizioni restano quelle del 2026. Prepara intanto i titoli edilizi (per molti lavori serve la CILA) e i preventivi.
- Per i mobili: con le regole attuali il bonus vale per gli acquisti pagati entro il 31 dicembre 2026, con lavori iniziati dal 1° gennaio 2025. Se hai già ristrutturato e devi arredare, gli acquisti di quest’anno sono sicuri.
- Niente caldaie solo a gas o gasolio: dal 2025 la sostituzione con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili non è detraibile, e la manovra mantiene l’esclusione.
Se stai pensando di ristrutturare per poi vendere, o di comprare una casa da sistemare, ha senso partire da un numero: con la valutazione gratuita di Gromia sai quanto vale oggi l’immobile e puoi capire quanto la ristrutturazione può spostare il prezzo.
Bonus mobili ed elettrodomestici nel 2027
Oggi il bonus mobili vale per gli acquisti fatti entro il 31 dicembre 2026: detrazione del 50% su 5.000 euro per unità immobiliare, per mobili nuovi e grandi elettrodomestici di classe minima (A per i forni, E per lavatrici, lavasciugatrici e lavastoviglie, F per frigoriferi e congelatori), legati a lavori di ristrutturazione iniziati dal 1° gennaio dell’anno precedente.
La manovra propone di prorogarlo per il 2027 con le stesse cifre (50% su 5.000 euro, in dieci rate) per arredare un immobile su cui hai fatto lavori iniziati dal 1° gennaio 2026. C’è un punto da chiarire: il testo dell’articolo parla di “mobili”, mentre il prospetto degli effetti finanziari allegato al disegno di legge parla di “mobili e grandi elettrodomestici”. Prima di contare sugli elettrodomestici nel 2027 conviene aspettare il testo approvato. Requisiti, spese ammesse ed esempi sono nella nostra guida al bonus mobili 2027.
A parte, la manovra aggiunge 50 milioni di euro per il 2027 al fondo del contributo per l’acquisto di grandi elettrodomestici ad alta efficienza, con le regole da definire con un decreto del Ministero delle imprese entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge. Come funzionava la prima edizione lo trovi nel nostro articolo sul bonus elettrodomestici.
Ecobonus e sismabonus: cosa cambierebbe davvero
Per l’ecobonus la manovra non cambia solo le percentuali. Oggi ogni tipo di intervento ha il suo limite, espresso come detrazione massima (per esempio 60.000 euro per finestre e infissi, 30.000 euro per la sostituzione dell’impianto di riscaldamento). Il testo proposto li sostituisce con un unico tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, separato da quello del bonus ristrutturazioni, e di 40.000 euro per il numero di unità per i lavori sulle parti comuni dei condomìni. Restano l’asseverazione del tecnico, l’attestato energetico dove richiesto e la comunicazione all’ENEA.
Per il sismabonus la proposta conferma 50% o 36% per gli interventi antisismici negli edifici delle zone 1, 2 e 3, con 96.000 euro per unità immobiliare (96.000 euro per il numero di unità nei condomìni), e mantiene il cosiddetto “sismabonus acquisti” per chi compra casa in un edificio demolito e ricostruito da un’impresa.
Se vuoi un quadro completo di interventi ammessi, costi e documenti, lo trovi nella guida Ristrutturare casa nel 2026.
Barriere architettoniche: la fine del 75%
La detrazione del 75% per eliminare le barriere architettoniche ha coperto le spese dal 2022 al 31 dicembre 2025 e non è stata prorogata. Dal 2026 gli interventi per eliminare le barriere architettoniche previsti dal bonus ristrutturazioni (per esempio ascensori e montacarichi, o strumenti tecnologici che favoriscono la mobilità delle persone con disabilità grave) rientrano nel bonus ristrutturazioni: 50% sull’abitazione principale e 36% negli altri casi, su 96.000 euro.
La manovra non reintroduce il 75%. Nel 2027 questi lavori seguiranno quindi le percentuali del bonus ristrutturazioni: 36% o 30% con le regole attuali, 50% o 36% se la manovra passa. Per i dettagli tecnici leggi il nostro articolo su abbattimento delle barriere architettoniche e quello sull’ascensore in condominio.
Le altre misure per la casa nel disegno di legge
- Fondo di garanzia mutui prima casa: proroga al 31 dicembre 2029 dei termini delle agevolazioni del Fondo e 200 milioni di euro in più per ciascuno degli anni 2028 e 2029 (articolo 2).
- Agevolazioni prima casa: più tempo per trasferire la residenza nel comune dell’immobile (da 18 mesi a due anni) e per riacquistare un’altra prima casa dopo una vendita (da uno a due anni) senza perdere i benefici (articolo 41). Sui requisiti attuali vedi la guida ai requisiti prima casa.
- Cedolare secca: estensione ai negozi C/1 fino a 200 metri quadrati per i contratti firmati nel 2027 e aliquote ridotte per il canone concordato (articolo 5); ne parliamo in Cedolare secca 2027.
Cosa succede se il Parlamento cambia la manovra
Il disegno di legge è stato presentato alla Camera il 30 ottobre 2026. Il 4 novembre il testo principale, diventato A.C. 3174-bis, è stato assegnato alla Commissione Bilancio, dove vengono discussi gli emendamenti; al 7 novembre la scheda della Camera non riporta ancora votazioni. Dopo la Camera il testo passa al Senato, e la legge di Bilancio va approvata di norma entro il 31 dicembre.
Gli scenari possibili sono tre:
- approvazione senza modifiche sui bonus: nel 2027 valgono 50% e 36% come nel 2026, e il bonus mobili continua;
- modifiche durante l’esame: le percentuali, i tetti o il perimetro (per esempio gli elettrodomestici nel bonus mobili) possono cambiare con gli emendamenti; aggiorneremo questo articolo quando il testo sarà definitivo;
- stralcio delle misure: in questo caso dal 1° gennaio 2027 si applicano le regole già in vigore, cioè 36% sulla prima casa, 30% sugli altri immobili e nessun bonus mobili.
Il riferimento normativo è cambiato a luglio: dal 4 luglio 2026 i bonus edilizi sono nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117), all’articolo 17 per il bonus ristrutturazioni e agli articoli 371, 372 e 373 per le regole temporanee. La manovra propone di sostituire questi ultimi con i nuovi articoli 360-bis, 360-ter e 360-quater.
Conclusioni
Il “taglio” dei bonus casa del 2027 non è più scontato: la manovra propone di confermare per un altro anno il 50% sull’abitazione principale, il 36% sugli altri immobili e il bonus mobili. Finché la legge non è approvata, però, l’unica certezza è il 2026. Se hai lavori in corso sulla prima casa, i pagamenti fatti con bonifico parlante entro il 31 dicembre 2026 sono al riparo da ogni sorpresa; per il resto conviene pianificare e ricontrollare a fine dicembre il testo definitivo.
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Il disegno di legge di Bilancio 2027 presentato il 30 ottobre 2026 propone di confermarlo: 50% per i lavori sull’abitazione principale fatti dal proprietario o titolare di diritto reale, 36% negli altri casi, fino a 96.000 euro per unità immobiliare. È una proposta: senza approvazione, per le spese del 2027 varrebbero il 36% e il 30%.
Conta la data del pagamento. Per le persone fisiche vale il criterio di cassa: la spesa pagata con bonifico parlante si considera sostenuta il giorno in cui dai l’ordine alla banca. I pagamenti ordinati entro il 31 dicembre 2026 sull’abitazione principale hanno il 50% in ogni caso.
Con le regole attuali il bonus mobili vale solo per gli acquisti del 2026. La manovra propone di prorogarlo al 2027 con detrazione del 50% su 5.000 euro, per arredare immobili con lavori iniziati dal 1° gennaio 2026. Resta da chiarire se nel 2027 saranno inclusi anche i grandi elettrodomestici.
No. La detrazione del 75% copriva le spese fino al 31 dicembre 2025 e la manovra non la reintroduce. Dal 2026 gli interventi per eliminare le barriere architettoniche rientrano nel bonus ristrutturazioni: 50% sull’abitazione principale e 36% negli altri casi.
No. La percentuale più alta spetta solo al proprietario o al titolare di un diritto reale di godimento che fa i lavori sulla propria abitazione principale. Inquilino, comodatario e familiare convivente hanno diritto alla percentuale più bassa: 36% nel 2026 e, se la manovra viene approvata, anche nel 2027.
Valgono le regole del testo approvato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Se le misure venissero eliminate, dal 1° gennaio 2027 si applicherebbero le percentuali già in vigore: 36% sulla prima casa, 30% sugli altri immobili, senza bonus mobili.